| Decreto
Ministeriale 26 Agosto 1992
NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER L'EDILIZIA
SCOLASTICA.
IL MINISTRO DELL'INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n° 1570;
Vista la legge 13 maggio 1961, n° 469,
art. 1 e 2;
Vista la legge 26 luglio 1965, n° 966,
art. 2;
Rilevata la necessità di emanare norme
di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica;
Viste le norme elaborate dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all'art.
10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982,
n° 577;
Visto l'art. 11 del citato decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n° 577;
Decreta:
Sono approvate le norme di prevenzione incendi
per l'edilizia scolastica contenute in allegato al presente
decreto.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. È fatto obbligo
a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
ALLEGATO - NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA.
1. GENERALITÀ.
1.0. SCOPO.
Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza
antincendi da applicare negli edifici e nei locali adibiti
a scuole, di qualsiasi tipo, ordine e grado, allo scopo di
tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare
i beni contro il rischio di incendio.
Ai fini delle presenti norme si fa riferimento ai termini
e definizioni generali di cui al decreto ministeriale 30 novembre
1983 (Gazzetta Ufficiale n° 339 del 12 dicembre 1983).
1.1. CAMPO DI APPLICAZIONE.
Le presenti norme si applicano agli edifici ed ai locali di
cui al punto 1.0 di nuova costruzione o agli edifici esistenti
in caso di ristrutturazioni che comportino modifiche sostanziali,
i cui progetti siano presentati agli organi competenti per
le approvazioni previste dalle vigenti disposizioni, dopo
l'entrata in vigore del presente decreto. Si intendono per
modifiche sostanziali lavori che comportino il rifacimento
di oltre il 50% dei solai o il rifacimento strutturale delle
scale o l'aumento di altezza.
Per gli edifici esistenti si applicano le disposizioni contenute
nel successivo punto 13.
- OMISSIS -
6.3. SERVIZI TECNOLOGICI.
6.3.0. IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CALORE.
Per gli impianti di produzione di calore valgono
le disposizioni di prevenzione incendi in vigore.
È fatto divieto di utilizzare stufe funzionanti a combustibile
liquido o gassoso, per il riscaldamento di ambienti.
6.3.1. IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
E DI VENTILAZIONE.
Gli eventuali impianti di condizionamento
e di ventilazione possono essere centralizzati o localizzati.
Nei gruppi frigoriferi devono essere utilizzati come fluidi
frigorigeni prodotti non infiammabili.
Negli impianti centralizzati di condizionamento aventi potenza
superiore a 75 kW i gruppi frigoriferi devono essere installati
in locali appositi, così come le centrali di trattamento
aria superiori a 50.000 mc/h (portata volumetrica).
Le strutture di separazione devono presentare resistenza al
fuoco non inferiore a REI 60 e le eventuali comunicazioni
in esse praticate devono avvenire tramite porte di caratteristiche
almeno REI 60 dotate di congegno di autochiusura.
Le condotte non devono attraversare:
- luoghi sicuri, che non siano a cielo libero;
- vie di uscita;
- locali che presentino pericolo di incendio, di esplosione
e di scoppio.
L'attraversamento può tuttavia essere ammesso se le
condotte sono racchiuse in strutture resistenti al fuoco di
classe almeno pari a quella del vano attraversato.
Qualora le condotte debbano attraversare strutture che delimitano
i compartimenti, nelle condotte deve essere installata, in
corrispondenza degli attraversamenti almeno una serranda resistente
al fuoco REI 60.
6.3.1.1. DISPOSITIVO DI CONTROLLO.
a) Comando manuale
Ogni impianto deve essere dotato di un dispositivo di comando
manuale, situato in un punto facilmente accessibile, per l'arresto
dei ventilatori in caso di incendio.
b) Dispositivi automatici termostatici
Gli impianti, a ricircolo di aria, di potenzialità
superiore a 20.000 mc/h devono essere provvisti di dispositivi
termostatici di arresto automatico dei ventilatori in caso
di aumento anormale della temperatura nelle condotte.
Tali dispositivi, tarati a 70°C, devono essere installati
in punti adatti, rispettivamente delle condotte dell'aria
di ritorno (prima della miscelazione con l'aria esterna) e
della condotta principale di immissione dell'aria.
Inoltre l'intervento di tali dispositivi, non deve consentire
la rimessa in moto dei ventilatori senza l'intervento manuale.
c) Dispositivi automatici di rilevazione dei
fumi.
Gli impianti a ricircolo d'aria, di potenzialità
superiore a 50.000 mc/h devono essere muniti di rilevatori
di fumo, in sostituzione dei dispositivi termostatici previsti
nel precedente comma, che comandino l'arresto dei ventilatori.
L'intervento di tali dispositivi non deve consentire la rimessa
in marcia dei ventilatori senza l'intervento manuale dell'operatore.
6.3.2. CONDIZIONAMENTO LOCALIZZATO.
È consentito il condizionamento dell'aria
a mezzo di armadi condizionatori a condizione che l fluido
refrigerante non sia infiammabile.
6.3.4. IMPIANTI CENTRALIZZATI PER
LA PRODUZIONE DI ARIA COMPRESSA.
Detti impianti, se di potenza superiore a
10 kW, devono essere installati in locali aventi almeno una
parete attestata verso l'esterno ovvero su intercapedine grigliata,
muniti di superficie di sfogo non inferiore a 1/15 della superficie
in pianta del locale.
- OMISSIS -
7. IMPIANTI ELETTRICI.
7.0. GENERALITÀ.
Gli impianti elettrici del complesso devono
essere realizzati in conformità ai disposti di cui
alla legge 1° marzo 1968, n° 186.
Ogni scuola deve essere munita di interruttore generale, posto
in posizione segnalata, che permetta di togliere tensione
all'impianto elettrico dell'attività; tale interruttore
deve essere munito di comando di sgancio a distanza, posto
nelle vicinanze dell'ingresso o in posizione presidiata.
7.1. IMPIANTO ELETTRICO DI SICUREZZA.
Le scuole devono essere dotate di un impianto
di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da
quella ordinaria.
L'impianto elettrico di sicurezza deve alimentare le seguenti
utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle
persone:
a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i
passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca
un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux;
b) impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme.
Nessun'altra apparecchiatura può essere collegata all'impianto
elettrico di sicurezza.
L'alimentazione dell'impianto di sicurezza deve potersi inserire
anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal
personale.
L'autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore
ai 30'.
Sono ammesse singole lampade o gruppi di lampade con alimentazione
autonoma.
Il dispositivo di carica degli accumulatori, qualora impiegati,
deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica
completa entro 12 ore.
8. SISTEMI DI ALLARME.
8.0. GENERALITÀ.
Le scuole devono essere munite di un sistema
di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale
presenti in caso di pericolo.
Il sistema di allarme deve avere caratteristiche atte a segnalare
il pericolo a tutti gli occupanti il complesso scolastico
ed il suo comando deve essere posto in locale costantemente
presidiato durante il funzionamento della scuola.
8.1. TIPO DI IMPIANTO.
Il sistema di allarme può essere costituito,
per le scuole di tipo 0-1-2, dello stesso impianto a campanelli
usato normalmente per la scuola, purché venga convenuto
un particolare suono.
Per le suole degli altri tipi deve essere invece previsto
anche un impianto di altoparlanti.
9. MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE
ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI.
9.0. GENERALITÀ.
Ogni tipo di scuola deve essere dotato di
idonei mezzi antincendio come di seguito precisato.
9.1. RETE IDRANTI.
Le scuole di tipo 1-2-3-4-5, devono essere
dotate di una rete idranti costituita da una rete di tubazioni
realizzata preferibilmente ad anello ed almeno una colonna
montante in ciascun vano scala dell'edificio; da essa deve
essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato,
almeno un idrante con attacco UNI 45 a disposizione per eventuale
collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo.
La tubazione flessibile deve essere costituita da un tratto
di tubo, di tipo approvato, con caratteristiche di lunghezza
tali da consentire di raggiungere col getto ogni punto dell'area
protetta.
Il naspo deve essere corredato di tubazione semirigida con
diametro minimo di 25 mm e anch'esso di lunghezza idonea a
consentire di raggiungere col getto ogni punto dell'area protetta.
Tale idrante deve essere installato nel locale filtro, qualora
la scala sia a prova di fumo interna.
Al piede di ogni colonna montante, per edifici con oltre 3
piani fuori terra, deve essere installato un idoneo attacco
di mandata per autopompa.
Per gli altri edifici è sufficiente un solo attacco
per autopompa per tutto l'impianto.
L'impianto deve essere dimensionato per garantire una portata
minima di 360 l/min per ogni colonna montante e, nel caso
di più colonne, il funzionamento contemporaneo di almeno
2 colonne.
L'alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare
l'erogazione ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti,
di 120 l/min cad., con una pressione residua al bocchello
di 1,5 bar per un tempo di almeno 60 min°
Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al
punto precedente dovrà essere installata una idonea
riserva idrica alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre
fonti.
Tale riserva deve essere costantemente garantita.
Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono
essere alimentate elettricamente da una propria linea preferenziale.
Nelle scuole di tipo 4 e 5, i gruppi di pompaggio della rete
antincendio devono essere costituiti da due pompe, una di
riserva all'altra, alimentate da fonti di energia indipendenti
(ad esempio elettropompa e motopompa o due elettropompe).
L'avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico.
Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete
devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco.
Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate,
nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti
al fuoco REI 60.
9.2. ESTINTORI.
Devono essere installati estintori portatili
di capacità estinguente non inferiore a 13 A, 89 B,
C di tipo approvato dal Ministero dell'interno in ragione
di almeno un estintore per ogni 200 m² di pavimento o
frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori
per piano.
9.3. IMPIANTI FISSI DI RILEVAZIONE
E/O DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI.
Limitatamente agli ambienti o locali il cui
carico d'incendio superi i 30 kg/m², deve essere installato
un impianto di rivelazione automatica d'incendio, se fuori
terra, o un impianto di estinzione ed attivazione automatica,
se interrato.
10. SEGNALETICA DI SICUREZZA.
Si applicano le vigenti disposizioni sulla
segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza
antincendi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
8 giugno 1982, n° 524 (Gazzetta Ufficiale n° 218 del
10 agosto 1982).
11. NORME DI SICUREZZA PER LE SCUOLE
DI TIPO “0”.
Le strutture orizzontali e verticali devono
avere resistenza al fuoco non inferiore a REI 30.
Gli impianti elettrici devono essere realizzati a regola d'arte
in conformità alla legge n° 186 del 1° marzo
1968.
Deve essere assicurato, per ogni eventuale caso di emergenza,
il sicuro esodo degli occupanti la scuola.
Devono essere osservate le disposizioni contenute nei punti
3.1, 9.2, 10, 12.1, 12.2, 12.4, 12.6, 12.7, 1.8, 12.9.
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