| Circolare
del 27 Luglio 2005
Utilizzazione di raccordi a pressare
in reti di adduzione di gas per edifici civili.
Alla
Società di distribuzione di gas negli edifici civili
Ai costruttori di raccordi a pressare per reti di adduzione
di gas per edifici civili Agli importatori di raccordi a pressare
per reti di adduzione di gas per edifici civili
Agli installatori di reti di adduzione di gas negli edifici
civili All'UNI
In
relazione alla realizzazione di reti di adduzione di gas combustibile
per usi domestici negli edifici civili si ricorda che la normativa
tecnica italiana di riferimento per i raccordi a pressare
è costituita dalla norma UNI 11065 mentre la specifica
tecnica di installazione UNI TS 11147 (emanata nel febbraio
2005 e valida per tre anni) prevede che tali raccordi si possano
installare solo all'esterno degli edifici. Inoltre le disposizioni
del decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991,
n. 447 consentono di utilizzare anche norme tecniche emesse
da organismi di normalizzazione di cui all'Allegato II della
direttiva 98/34/CE. In tale contesto è possibile utilizzare
la norma belga NBN D 51-003, nella versione del febbraio 2005,
anche per installazioni all'interno degli edifici purché
venga dimostrato che è possibile raggiungere un livello
di sicurezza equivalente. Per quanto concerne gli impianti
di adduzione realizzati prima del mese di febbraio 2005 la
loro idoneità è connessa all'effettuazione delle
verifiche previste dalla norma UNI 11137-1 relativa a «Linea
guida per la verifica e per il ripristino della tenuta degli
impianti interni in esercizio». Inoltre al fine di consentire
agli utilizzatori di verificare il mantenimento delle condizioni
di sicurezza tali impianti dovranno essere sottoposti ogni
cinque anni alla verifica su indicata. Infine, sempre per
quanto concerne i raccordi a pressare utilizzati anteriormente
al febbraio 2005, appare necessario, tenuto conto dell'azione
di vigilanza demandata al Ministero delle attività
produttive dalla legge n. 1083/1971 che i produttori italiani
o gli importatori di tali prodotti inviino all'Ispettorato
tecnico - Uff.F2 di detto Ministero, una dichiarazione di
aspettativa di vita prevista della guarnizione utilizzata,
dedotta dalle prove effettuate, al fine di poter effettuare
un monitoraggio.
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